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Genitori e figli: capricci dei bambini come affrontarli

Tania Valentini avatar Martedì 13 Dicembre 2011, 10:24 in Genitori e figli di Tania Valentini

Come affrontare gli scatti d'ira dei propri figli? Se sono molto piccoli sembra ancora più difficile capire cosa hanno. Ricercatori americani hanno studiato il fenomeno e ci spiegano come fare.

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Sotto la lente di osservazione di un gruppo di scienziati i bambini e i loro sbalzi di umore: insomma i capricci.

Ogni genitori sa che prima o poi dovrà fare i conti con i pianti e le urla immotivate dei propri figli. Anche il bambino più buono e più dolce avrà il suo momento di capricci è normale che accada. Quello che spesso mette a più dura prova noi genitori è non capire cosa hanno soprattutto quando sono ancora molto piccoli.

Bambini e  capricci analizzati da un gruppo di ricercatori americani.
Obiettivo dare ai genitori degli strumenti per affrontare al meglio i cambiamenti di umore immotivati dei propri figli ed uscire dallo stato di frustrazione che a volte questi possono provocare in noi adulti.

Non si tratta del primo studio al riguardo, scopro infatti che esisteva già una teoria sui capricci dei bambini: il modello a due fasi. Rispetto a questo quanto emerso dalla nuova ricerca sembra presentare un quadro più complesso dell'andamento dell'umore del bambino nelle fasi del capriccio che alterna diversi stati d'animo del bambino.
5 infatti gli stati di umore individuati dai ricercatori americani ma se tutto questo vi sembra rendere ancora più complicato il vostro ruolo di genitori scoprirete che la soluzione è molto più semplice del previsto.

Come affrontare i capricci?
Non fare nulla questa la risposta.
Provare a calmare il bambino, magari cercando di parlargli , facendogli addirittura delle domande può avere solo effetti opposti a quelli desiderati.

L'intervento dei genitori può essere solo controproducente, come dire che la rabbia da cui tutto parte deve essere lasciata sfogare.
Certo non è facile quando il bambino inizia ad urlare e piange stare senza fare nulla, ma un tentativo si può fare e chissà che non abbiano ragione gli scienziati di oltreoceano.

Fonte Immagine: il blog della nanna

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