Negli ultimi giorni la stampa ha dato molta rilevanza al nuovo scritto di Howard Gardner, studioso di pedagogia e filosofia: Five minds for the future.
Cinque regole, o meglio, cinque tipi di intelligenza che saranno fondamentali per il futuro e che, quindi, riguardano innanzitutto i bambini di oggi.
Già vent'anni fa, lo stesso Gardner, aveva messo al bando il metodo per calcolare
l'intelligenza di bambini e ragazzi basato sul ben noto Q.I., un sistema troppo univoco e troppo legato a fattori innati.
Le nuove cinque intelligenze di Gardner possono invece essere sviluppate in chiunque e non si basano solo su sterili calcoli matematici. Ma quali sono?
- una mente rigorosa: in grado di immagannizzare una quantità sempre crescente di informazioni e di fonti;
- una mente sintetica: capace di operare delle sintesi tra tutte le informazioni acquisite;
- una mente creativa: che sa coltivare nuove idee e che si pone domande insolite;
- una mente rispettosa: per accettare le differenze e imparare a collaborare;
- una mente etica: per comprendere i bisogni degli altri e andare oltre i propri interessi personali.
La teoria di Gardner, a mio avviso, non deve essere intesa come un livellamento dell'intelligenza, né come l'illusione di poter avere tutti figli "geni".
E' naturale che ogni bambino e ogni ragazzo abbia sue peculiarità, suoi talenti, che devono essere individuati e sviluppati dai genitori e dagli insegnanti. Ma ogni aspetto deve essere coltivato ed è fondamentale proprio se sono carenti gli altri.
Insomma, avere la capacità di mettere ordine tra i milioni di input che il cervello di un bambino riceve ogni giorno è già un ottimo strumento per utilizzare al meglio quelle informazioni. Se poi si è in grado di sintetizzarle ancora meglio!
Al di là di quale teoria si voglia seguire o di come si vogliano classificare le intelligenze, credo sia importante riflettere su alcune cose:
1) è sbagliato continuare a classificare i bambini e i ragazzi tra "vincenti" e "perdenti". Ognuno può avere talenti inaspettati e ognuno può imparare ad essere intelligente!
2) al di là dell'intelligenza, il rispetto degli altri e l'altruismo sono assolute necessità, ancora di più nel mondo di domani.
3) la scuola italiana (e non è la sola) non è ancora pronta per sviluppare intelligenze particolari, è ancora troppo impostata su metodi vecchi. Il modello di insegnamento e di valutazione più diffuso è basato su quello che gli studenti sanno o hanno letto: Chi era...? Cosa fece....? Perché disse....? Questo tipo di domande rileva solo le conoscenze di base. Ma non basta.
Bisogna dare la possibilità di usare ciò che i ragazzi sanno davvero per sviluppare le loro abilità di pensiero!
Voi cosa ne pensate?







Commenti