Dalla nascita all'adolescenza
Nel nostro paese si sono alzate molte voci contro la nuova commercializzazione del Ritalin. Una fra le più importanti è sicuramente quella di Giù le mani dai bambini...
Per l'organizzazione non ci sono garanzie adeguate per tutelare i bambini e si rischia di aprire le porte alla medicalizzazione.
Nel loro video promozionale viene spiegato come i sintomi dell'ADHD siano comuni nei bambini: distrazione, disattenzione, ecessiva vivacità, pericolosità per se stessi e coetanei. La diagnosi non è clinica o media, ma si basa su semplici questionari tipo: tuo figlio si agita dalla sedia? Tuo figlio perde spesso le cose? Tuo figlio interrompe spesso gli adulti? Sei risposte affermative e il bambino è etichettato malato di ADHD e sottoposto a cura con potenti psicofarmaci.
L'ADHD si è diffusa come un'epidemia e solo negli USA dai 150 mila casi del 1970 si è passati agli 11 milioni del 2004. Buona parte della popolazione infantile scolastica statunitense sembra soffrire di disturbi del comportamento e lo psicofarmaco sembra l'unica soluzione possibile. In Francia il 12% dei bambini si presenta al primo giorno di scuola avendo già ingoiato la pillola di uno psicofarmaco; in Italia sono stati avviati screening nelle scuole e sono in fase di apertura i primi centri regionali pilota sugli screening per i bambini. Lo scopo? Secondo l'organizzazione è quello di favorire le case farmaceutiche, vendere medicinali creando un nuovo settore di consumo formato da milioni di individui: i bambini.
Luca Poma, segretario Generale Federazione Volontari Ospedalieri e Portavoce Nazionale Campagna "GiuleManidaiBambini" ha segnalato che il dibattito sul Ritalin è stato già acceso da Free Press Metro e ha chiesto di pubblicare la seguente lettera:
Scrivo in qualità di portavoce di “Giù le Mani dai Bambini”, prima e più attiva campagna di farmacovigilanza per l’età pediatrica in Italia, al fine di illustrare ai lettori il nostro punto di vista in ordine alle affermazioni del pediatra . Ha ragione il pediatra quando afferma che la definizione “psicofarmaci per bambini” è in effetti quanto mai generica e quindi imprecisa: nella grande famiglia delle molecole psicoattive dobbiamo infatti includere certamente farmaci ad effetto “sedativo” quali gli ipnotici (purtroppo) utilizzati con eccessiva disinvoltura dalle mamme per meglio regolare il ciclo sonno/veglia dei propri figli, ma anche – ed a maggior ragione – meta-anfetamine come il metilfenidato (Ritalin®), classificate in tabella stupefacenti come eroina e cocaina, psicofarmaci non stimolanti come l’atomoxetina, oggetto di recenti “warning” in USA (coma epatico grave e stimolazione di idee suicidare) e per contro sempre più di moda in Italia, ed antidepressivi come il Prozac®, recentemente autorizzato all’uso anche sui bambini di 8 anni, con una scellerata delibera dell’ente regolatorio europeo (EMEA) che ha fatto nuovamente divampare le polemiche. Detto ciò, al di la della classe farmacologia, ciò che noi contestiamo - in rappresentanza di 110 associazioni ed oltre 240.000 “addetti di lavori” del settore della sanità – è un problema di carattere culturale: l’eccessiva o comunque disinvolta somministrazione di psicofarmaci, anche quando l’approccio terapeutico potrebbe essere differente e meno invasivo. Tale atteggiamento, lungi dall’essere di stampo “proibizionista” o di chiusura aprioristica verso il farmaco, è invece – oltre che dettato dal buon senso – anche sostenuto da una ricca bibliografia scientifica internazionale. Nella fattispecie, per quanto riguarda l’ADHD, le affermazioni del pediatra (che non a caso, pur rivestendo un ruolo chiave nella rete territoriale al servizio dell’infanzia - non è uno specialista) la comunità scientifica nazionale ed internazionale è tutt’altro che concorde circa l’origine biologica dell’ADHD e circa l’esistenza stessa dell’ADHD come “malattia”.
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Al contrario, la nosografia è quanto mai vaga, ed il documento di consenso più recente e maggiormente sottoscritto nel nostro paese (Ospedale Molinette, maggio 2005, è reperibile on-line) è di segno esattamente opposto, e qualifica l’ADHD come un comportamento disfunzionale, una costellazione aspecifica di sintomi: in buona sostanza non una malattia a se stante, curabile con uno psicofarmaco, bensì un “campanello d’allarme”, una manifestazione di disagio che – lungi dal dover essere ignorato – sottende un malessere ben più profondo, che una pastiglia mai potrà risolvere. Tutti i riferimenti citati dal pediatra (come la maggiore propensione all’uso di droghe da adulti nei ragazzi ADHD) sono stati oggetto di articolate confutatazioni, ed esiste anche bibliografia scientifica che dimostra esattamente il contrario, ovvero una maggiore predisposizione all’uso di droghe proprio nei ragazzi curati con Ritalin® (ma è anche evidenza dettata dal buon senso: come un derivato anfetaminico possa non creare dipendenza o predisposizione al consumo sarebbe infatti tutto da spiegare!). Ciò dovrebbe indurre chiunque ad una maggiore prudenza ed umiltà e ad affermazioni meno “categoriche”. Il metilfenidato, poi, decantato dal pediatra come panacea per l’iperattività, è a sua volta al centro di polemiche proprio per il rapporto rischi/beneficio e per gli effetti iatrogeni di lungo periodo. Che sia utile per “porre sotto controllo dei sintomi” è acclarato, che curi alcunché è invece da tutto da discutere: quando parliamo di molecole psicoattive – com’è confermato dalla psichiatria più seria – parliamo sempre di farmaci “sintomatici” e non “terapeutici”. Sono di ben altra portata e ben più complessi gli interventi utili per risolvere questo genere di disagi del comportamento (psicoterapia, pedagogia clinica, etc). Concludo: l’invito, a medici di base ed ai pediatri, alle famiglie, agli insegnanti, ed a tutti gli attori coinvolti in questo scenario, è di informarsi seriamente e con cura prima di formarsi opinioni o giudizi, in questo il nostro portale www.giulemanidaibambini.org può tornare utile (tutta la documentazione è messa on-line gratuitamente). Mutuando, non me ne voglia, una frase del pediatra… sono convinto che tutti coloro che si accalorano in buona fede su quest’argomento, se ben informati e scevri da pregiudizi ideologici, potrebbero evitare equivoci che finiscono per recare danno, e non maggiore protezione, ai nostri figli… Buona navigazione a tutti!
Quella di Giù le mani dai bambini non è stata l'unica voce a sensibilizzare sull'uso (e l'abuso) del Ritalin. Il blog di ProvinciAbile , dedicato ai diversamente abili, ha lanciato la "Campagna No! Al Ritalin". La loro preoccupazione si focalizza sul fatto che bambini vivaci possano essere scambiati per malati.
Contro quella che viene anche chiamata la “pillola dell’obbedienza” si è schierato anche il sito Signoraggio.com. Disponibile su Youtube il seguente video....
Per correttezza, abbiamo lasciato la possibilità di replica al dottor Albani. A breve le sue e le nostre conclusioni!
Images by: giulemanidaibambini.it; newmediaexplorer.org.
Per colmare l'ignoranza a riguardo molte delucidazioni riguardanti l'ADHD si possono vedere attraverso il seguente sito: http://www.perchenonaccada.org/HTML-FILES/OPUSCOLO-ONLINE.html
Sono completamnte d'accordo con il testo pubblicato dal Dott.Poma, questo riserva il futuro dei psicofarmaci; un'umanità apatica e triste e dall'altra parte case farmaceutiche che premiano medici e dottori visto che creano incentivi per le loro casse, questo è dovuto a false informazioni ed ignoranza sull'abuso dei psicofarmaci oltre ai reali effetti dannosi che possono causare tali sostanze....praticamente ogni paziente è un cliente a Vita
alle 00:24
Tina
Non rovinate la personalita dei vostri figli.No e NO e NO a droge come il Ritalin. Sono madre di tre bimbi che secondo vari accertamenti dovrebbero prendere il Ritalin o il Concerta. Certo sono bimbi difficili, e... a volte soffrono perche coscenti delle loro difficolta` ma il Ritalin non è la soluzione se non vogliamo una societa di drogati. Certo è dura per noi madri e padri aspiranti ad essere un esempio immaginario,comune e perfetto vedere finalmente chi siamo. Esiste la risposta a questa malattia sempre piu presente nelle nuove generazioni. Non cercatela nei bimbi ma in ognuno di voi inanzi tutto. Loro sono il frutto di cio che noi adulti seminiamo, ereditiamo e evitiamo ad ogni costo......I nostri figli sono l`inizio di una nuova societa che nient`altro vuole che rispetto e dignita nel bene e nel male. Vi prego riflettete e guardate i vostri figli con altri occhi.Sono semplicemente diversi da tutto cio che ci sta attorno, da tutto cio che rincorriamo. Forse chiedono solo che ce ne rendiamo conto. La vita è dappertutto e va vissuta in ogni senso, all`insegna dell`amore verso noi stessi e le nostre generazioni passate e future.